
Il governo insiste sulla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina ma lo farà seguendo tutte le regole imposte dalla Corte dei Conti, con un confronto stabile e senza prendere scorciatoie che portano allo scontro.
Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri approvando, ieri sera, la bozza del Decreto sulle Infrastrutture che parte proprio dal Ponte sullo Stretto. La delibera affronta tutti i tempi posti dalla Corte dei Conti e indica la strada per superare il contenzioso con un confronto attraverso la modifica degli atti.
Le tre questioni da affrontare e la nomina del Commissario
Le questioni da affrontare sono tre e riguardano il finanziamento dell’opera e il relativo conto economico, la delibera Iropi e le questioni ambientali, il confronto con l’Unione Europea. Il governo abbandona sia la norma che comprimeva i poteri della Corte dei Conti che l’idea del Commissario straordinario. Il Commissario straordinario, però, viene nominato ugualmente ma solo per le opere ferroviarie propedeutiche al Ponte.
La questione economica
Viene rivisto il piano economico finanziario della Società stretto di Messina per aggiornarlo ai tempi attuali e superare, così, una delle obiezione che riguardavano proprio il ritorno in vita del vecchio progetto e della vecchia società senza adeguare ai tempi odierni e quindi a costi, procedure (quella originaria era un opera in project financing, l’attuale un’opera interamente finanziata con risorse pubbliche) e adeguamenti normativi. Il nuovo piano, prima di procedere, sarà oggetto di confronto con la Corte.


