
PALERMO – L’inchiesta dell’ufficio palermitano della Procura europea è partita dallo Zen e si è spostata in altre regioni d’Italia. Ora i pubblici ministeri Calogero Ferrara ed Amelia Luise chiedono gli arresti domiciliari per sedici indagati, tra cui imprenditori, ricercatori e professori universitari. Avrebbero ricevuto iPhone, Pc e televisori per pilotare l’aggiudicazione delle commesse per le forniture di materiale elettronico.
Il modello in negativo scoperto nella scuola del quartiere palermitano sarebbe stato replicato in prestigiose università, come la Federico II di Napoli, e luoghi di ricerca come il Cnr. Così emergerebbe dal lavoro dei carabinieri della sezione Eppo del reparto operativo di Palermo.
Interrogatori preventivi
Da giorni sono iniziati gli interrogatori preventivi davanti al giudice per le indagini preliminari. Le accuse sono corruzione e turbata libertà della scelta del contraente. La corsia preferenziale e l’appoggio nell’aggiudicazione di forniture di materiale elettronico sarebbero stati ripagati con costosi regali.
Daniela Lo Verde, la preside antimafia dello Zen
Daniela Lo Verde lavorava nel quartiere palermitano. Era la preside della scuola “Giovanni Falcone”. Assieme al suo vice Daniele Agosta hanno patteggiato la condanna per corruzione e peculato per la gestione dei finanziamenti assegnati alla scuola.
Di fondi europei ne sono arrivati parecchi in uno dei quartieri più difficili della città. I titoli dei progetti promettevano bene: “Giochiamo insieme divertendoci e imparando”, “Voglio andare in biblioteca”, “Cresco nel rispetto”, “Campioni nella vita e nello sport”.
La preside antimafia (insignita del titolo di cavaliere per il suo impegno) si appropriava persino del cibo destinato alla mensa e ai laboratori di cucina della scuola, ma anche degli iPhone (poi restituiti) per i corsi.
I carabinieri fotografarono la dirigente che usciva con i sacchetti della spesa dalla scuola. Gli alunni disertavano i corsi e fioccavano le presenze “fantasma” per non fermare la generosa erogazione dei contributi comunitari.
Indagini sulle forniture
Ed è partendo dagli iPhone che l’inchiesta si è allargata. Alessandra Conigliaro, dipendente del negozio R-Store di via Notarbartolo a Palermo che aveva fornito i cellulari, ammise le sue responsabilità e raccontò che i telefonini erano una contropartita per la fornitura di materiali alla scuola. Aggiunse che non c’era da meravigliarsi, funzionava alla stessa maniera anche altrove.
Le successive indagini hanno svelato che il meccanismo sarebbe stato replicato in giro per l’Italia. Le indagini si sono concentrate su Giancarlo Fimiani e Mario Piacenti, amministratore delegato ed “education manager” della società R-Store con punti vendita in giro per l’Italia.
E cosi sarebbe emerso un nuovo giro di tangenti sotto forma di regali. Imprenditori, ricercatori del Cbnr di Napoli e Portici, professori delle università di Napoli, dicenti di istituti di alta specializzazione e fondazioni cn sedi a Como e Bari: tutti avrebbero ottenuto costosi regali per indirizzare l’affidamento diretto delle commesse alla R-Store. Partendo dal caso della preside antimafia è scoppiato un bubbone nazionale.

La nota di R-Store
“Le informazioni diffuse in data odierna riguardano sviluppi di un procedimento già noto, anche agli organi di stampa, sin dalla tarda primavera del 2023, nell’ambito del quale R-Store aveva già fornito la propria piena collaborazione. Gli aggiornamenti richiamati attengono, in ogni caso, a vicende ormai concluse, esauritesi al più tardi nella tarda primavera del 2024. R-Store sta esaminando i nuovi atti e conferma la propria piena e tempestiva collaborazione con l’Autorità Giudiziaria procedente. La Società ha già attivato tutte le opportune iniziative di verifica interna e di controllo delle proprie procedure e, in data odierna, ha depositato ampia documentazione nonché una memoria difensiva a supporto della propria posizione”.
La richiesta di misura cautelare riguarda Luciano Airaghi (Rho, classe 1970), Enrico Cafaro (Napoli, 1962), Claudio Caiola (Napoli, 1950), Giuseppe Cangemi (Palermo, 1975), Luigi Cembalo (Napoli, 1968), Antonio Fedullo (Napoli, 1974), Giancarlo Fimiani (Napoli, 1960), Roberto Reda (Avellino, 1976), Giuseppe Fucilli (Bari, 1958), Corrado Leone (Piano di Sorrento, 1962), Ettore Longo (Cuneo, 1991), Maria Rosaria Magro (Irsinia, 1962), Cosma Nappa (Aversa, 1961), Carlo Palmieri (Napoli, 1961), Mario Piacenti (Palermo, 1960), Vito Rinaldi (Adrano Irpinio, 1993).
Fonte: Live Sicilia


