
Concessi i domiciliari al marito della Saguto, anche l’ex giudice spera di lasciare il carcere al più presto. l Tribunale di sorveglianza di Palermo ha concesso la detenzione domiciliare a Lorenzo Caramma, marito dell’ex presidente della Sezione misure di prevenzione del tribunale del capoluogo siciliano e come lei, fino ai giorni scorsi, in cella per scontare le condanne rimediate nel processo sulla corruzione e i falsi commessi nell’ambito della sezione diretta da Silvana Saguto. Anche Saguto ha chiesto di continuare a espiare in casa e ora aspetta una nuova decisione del tribunale di sorveglianza di Roma: in prima istanza il collegio, competente per lei perché si trova detenuta a Rebibbia, aveva respinto la richiesta, poi la Cassazione ha accolto il ricorso della difesa, annullando la decisione con rinvio e ordinando un nuovo giudizio: da valutare se possa essere decisivo il “mancato ravvedimento” dell’ex magistrato, ritenuto sussistente dalla sorveglianza della Capitale. La vicenda Saguto ricoda a tutti che anche i giudici sbagliano e non sono infallibili. La signora dei benii confiscati potrebbe uscire dal carcere molto prima del tempo previsto. Durante il processo fece vedere un’agenda. Forse appunti pericolosi del sistema? Non lo sapremo mai. La signora non parlò più di quell’agenda. Della vicenda Saguto in molt,i della serie : “filo Toghe” preferiscono non parlare.
Fonte: Blog Sicilia


